Ammortamento con tetto della deducibilità dell'1%

Riallineamento e rivalutazione volontaria e a pagamento estesa alle partecipazioni di controllo, all'avviamento, ai marchi e a tutte le altre immobilizzazioni immateriali per i cosiddetti soggetti «Ias adopter», che redigono il bilancio sulla base dei principi contabili internazionali.
E tetto dell'1% del costo dei beni, per la deducibilità delle quote di ammortamento finanziario dei beni materiali, immateriali e di quelli gratuitamente devolvibili.

Fonte: ItaliaOggi

Queste le ulteriori novità introdotte nell'ultima stesura dalla «Manovra correttiva» che aggiunge alcuni commi all'art. 15, del dl n. 185/2008, convertito con modificazioni nella legge n. 2/2009, che aveva introdotto una specifica disciplina «opzionale» riservata ai soggetti che adottano i principi internazionali per la redazione del proprio bilancio, anche in presenza di operazioni di aggregazione in neutralità fiscale (fusioni, scissioni e conferimenti).
Riallineamento. Il nuovo comma 10-bis, dell'art. 15, dl n. 185/2008 dispone che la disciplina indicata dal comma 10, ovvero l'attribuzione di maggiori valori a determinati beni immateriali (avviamento, marchi e altro) con versamento dell'imposta sostitutiva pari al 16%, di cui al comma 2-ter, art. 176, dpr n. 917/1986 (in un'unica soluzione ed entro il 30/11/2011 per le operazioni effettuate in data anteriore al periodo d'imposta in corso all'1/1/2011), si rende applicabile anche ai maggiori valori attribuiti alle partecipazioni di controllo, iscritte in bilancio a titolo di avviamento, marchi d'impresa o altre attività immateriali.
In effetti, le disposizioni introdotte dall'art. 15, dl n. 185/2008 sono finalizzate al riallineamento delle divergenze tra valori civili e valori fiscali delle imprese Ias e sono del tutto facoltative potendo, lo stesso soggetto, continuare a gestire a «doppio binario» il disallineamento emergente.
Il nuovo comma in commento, inoltre, definisce l'ambito applicativo della disciplina sui riallineamenti stabilendo che per partecipazioni cosiddette di «controllo» devono intendersi quelle indicate nel consolidamento, di cui all'art. 24 e seguenti del capo III, del dlgs n. 127/1991.
Pertanto, dovendo necessariamente far riferimento all'art. 25, dlgs n. 127/1991 si considerano controllate quelle società individuate dai numeri 1 e 2, del comma 1, dell'art. 2359 c.c., nonché le imprese su cui un'altra ha il diritto, in virtù di un contratto o di una clausola statutaria, di esercitare un'influenza dominante, quando la legge applicabile consenta tali contratti o clausole e le imprese in cui un'altra, in base ad accordi con altri soci, controlla da sola la maggioranza dei diritti di voto; peraltro, come indicato dal successivo comma 3, ai fini dell'applicazione delle disposizioni appena indicate «_ si considerano anche i diritti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persone interposte; non si considerano quelli spettanti per conto di terzi. ».
Il nuovo comma 10-ter, invece, estende la disciplina richiamata anche ai maggiori valori assegnati agli avviamenti, ai marchi d'impresa e alle altre attività immateriali nel bilancio consolidato, delle partecipazioni di controllo ottenute nell'ambito di operazioni di natura straordinaria, quali le cessioni di azienda o di partecipazioni.
Per quanto riguarda, inoltre, i periodi d'imposta cui si può far riferimento, le nuove disposizioni rendono possibile l'estensione della disciplina a tutte le operazioni effettuate nel corso del periodo d'imposta in corso al 31/12/2010 (per i solari, nell'esercizio 2010) e in tutti quelli precedenti, ma con effetti fiscali da riallineamento differiti, a partire dal periodo d'imposta in corso successivo a quello chiuso al 31/12/2012 (per i solari, dal 2013), in attesa di conoscere le modalità attuative sulla base di un prossimo provvedimento direttoriale delle Entrate.
Il regime di riallineamento, come avvenuto in precedenza, oltre che assumere effetti ai fini dell'Ires e delle eventuali addizionali, produce effetti anche per l'imposta regionale (Irap), stante quanto già indicato dai commi 1 e 2, dell'art. 15, dl n. 185/2008.
Ammortamento finanziario - Con un ulteriore intervento è stato introdotto un tetto alla quota di ammortamento finanziario deducibile fiscalmente per i beni gratuitamente devolvibili attraverso l'inserimento di detto limite all'interno del comma 2, con estensione anche ai beni materiali e immateriali, di cui agli articoli 102 e 103 del dpr n. 917/1986 e con l'ulteriore previsione che le quote differenziate sono ammesse in deduzione, ma nella percentuale massima dell'1% (nella prima stesura era stato indicato il tetto più alto del 2%).
In sostanza, al fine di calmierare la quota deducibile fiscalmente, la modifica prevede che la stessa, riferibile all'ammortamento finanziario, resta determinata dividendo il costo dei beni, nettizzati da eventuali contributi, per il numero degli anni di durata della concessione, ma la stessa non deve risultare superiore all'1% del costo complessivo di tali beni.

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