Bilanci d'esercizio con "decreti Ias"

L'applicazione degli standard las/Ifrs nei bilanci di esercizio non sarà più immediata e automatica. Un passo indietro rispetto a quanto stabilito in prima applicazione dal decreto 38/2005 (decreto las), in particolare per le quotate, le banche e le assicurazioni.

Fonte: Il Sole 24 Ore 

Il milleproroghe prevede infatti la possibilità per il Governo italiano di regolamentare l'applicazione dei principi contabili omologati dalla Ue dopo il 31 dicembre 2010. Per realizzare il coordinamento conia disciplina civilistica,potranno essere emanate disposizioni applicative da parte del ministero della Giustizia, di concerto con l'Economia. Il decreto ministeriale dovrà essere rilasciato entro 90 giorni dall'entrata in vigore del regolamento Ue, acquisito il parere dell'Oic e sentiti Banca d'Italia, Consob e Isvap. La procedura potrebbe determinare un doppio binario oneroso tra il bilancio d'esercizio e quello consolidato. Al ministero dell'Economia, inoltre, spetta la possibilità di un coordinamento tra Ias e Tuir sul fronte fiscale. Inoltre, l'emendamento stabilisce che entro il 31 maggio 2011 possano essere emanate le disposizioni di coordinamento fiscale per i principi entrati in vigore tra il 1 gennaio 2009 e il 31 dicembre 2010. Cioè anche per il periodo d'imposta 2009 (già chiuso) e per il 2010 (da presentare). Per il sistema bancario, novità anche sul tema delle imposte differite iscritte in bilancio. Argomento «problematico» durante la consultazione su Basilea 3, per i potenziali effetti prodotti dalle deduzioni delle attività per imposte anticipate sul patrimonio di vigilanza. In particolare per le banche italiane rispetto ai concorrenti stranieri, data la peculiarità del fisco nazionale interna di deduzione delle perdite su crediti. Con il milleproroghe nel sistema bancario la perdita d'esercizio del bilancio individuale farà trasformare alcune attività della società in crediti d'imposta. Sono le attività per imposte anticipate iscritte in bilancio,relative a svalutazioni su crediti non ancora dedotte dal reddito imponibile, nonché quelle relative al valore dell'avviamento e quelle immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi d'imposta ai fini delle imposte sui redditi.