Con la direttiva antiburocrazia corretti 45mila errori nelle cartelle

Forse le cartelle pazze per Equitalia potrebbero diventare davvero un ricordo. Dopo l'introduzione della «direttiva antiburocrazia» le autodichiarazioni presentate dai contribuenti per correggere errori evidenti sono state 45mila su 40 milioni di documenti spediti in media ogni anno. Il che fa una percentuale dello 0,11 per cento, peraltro accolte nel 91% dei casi.

Fonte: Il Sole 24 Ore

La direttiva è stata varata a maggio 2010 e consiste in un'indicazione precisa agli uffici: il cittadino che ritiene di aver ricevuto una cartella di pagamento non dovuta può chiedere direttamente a Equitalia la sospensione della riscossione e di eventuali procedure, senza dover prima chiedere all'amministrazione che ha incaricato Equitalia della riscossione di emettere lo sgravio.
In pratica, si salta un passaggio importante e complesso, perché Equitalia si è resa disponibile a fare da tramite e a ottenere lo sgravio direttamente dall'ente creditore.
Quindi, se il cittadino ritiene non dovute le somme richieste con la cartella di pagamento, può chiedere a Equitalia l'immediata sospensione della riscossione quando rileva degli evidenti errori nella fase della riscossione e cioè:
• quando ha già effettuato il pagamento delle somme contenute in cartella prima ancora della formazione del ruolo;
• quando ha già ricevuto un provvedimento di sgravio dall'ente creditore che annulla il debito;
• quando ha ottenuto una sospensione amministrativa (dall'ente creditore) o giudiziale (dal giudice) a seguito di ricorso;
• quando ha già ha ottenuto una sentenza favorevole dal giudice competente.
In tutti questi casi, l'iter per la sospensione è molto semplice. Al cittadino basta presentare direttamente agli uffici di Equitalia il modello di autodichiarazione, disponibile presso gli sportelli e scaricabile dal sito internet www.gruppoequitalia.it.