Soggetti Ias, doppia contabilità

Gli effetti per le imprese della norma contenuta nel maxiemendamento al dl mille proroghe.Soggetti Ias, doppia contabilità, Una per il consolidato, una per il bilancio d'esercizio Ias.

Fonte: ItaliaOggi

Principi contabili internazionali sottoposti al vaglio del legislatore nazionale nonostante il loro reperimento comunitario. Anche sul fronte fiscale ogni mutamento dovrà essere coordinato con il Tuir. Il rischio è quello di obbligare gli Ias adopter a una doppia contabilità: la prima finalizzata al bilancio d'esercizio e la seconda a quello consolidato. Ma non è tutto: il meccanismo di »approvazione interne» riguarda anche i principi contabili internazionali entrati in vigore dal 2009 e quindi riferiti a bilanci e dichiarazioni fiscali ormai chiusi. L'adeguamento degli Ias al codice civile. Il decreto mille proroghe (225/2010, all'esame della Camera che ha iniziato ieri sera i lavori in commissione e che dovrà convertirlo entro il 27 febbraio) contiene una novità di estrema rilevanza con riguardo all'adozione dei principi contabili internazionali per la stesura del bilancio d'esercizio. Lo stesso compie un dietrofront rispetto a quanto previsto dal digs 38/2005 il quale dopo la pubblicazione del regolamento Ue di approvazione confermava l'obbligo di una loro applicazione immediata e automatica degli stessi in Italia. E siccome in Italia gli Ias-Ifrs sono applicabili sia al bilancio consolidato che a quello d'esercizio il meccanismo valeva per tutte e due le ipotesi. La procedura introdotta che per realizzare il coordinamento con la disciplina civilistica, potranno essere emanate disposizioni applicative da parte del ministero della giustizia, di concerto con l'economia (acquisito il parere dell'Oic e sentiti Banca d'Italia, Consob e Isvap). Tale locuzione sembra consentire il legislatore italiano ad adeguare i principi contabili internazionali da utilizzare nella redazione del bilancio d'esercizio. Ma in tale modo si rischia che il legislatore interno abbia la possibilità di creare un set di nuovi principi contabili internazionali (adeguati al codice civile). Il tutto limitato al bilancio d'esercizio in quanto a quello consolidato non potranno che applicarsi gli Ias-Ifrs nona adeguati al codice. Ecco che già in tal modo sorgerebbe un problema di doppio binario civilistico tra bilancio d'esercizio e consolidato. L'adeguamento al Tuir. Il mille proroghe concede inoltre al ministero dell'economia, la possibilità di un ulteriore coordinamento tra Ias e Tuir. Sembra un abbandono del rigido principio di derivazione fino a oggi in vigore, ovvero quel principio che consente di dare rilevanza ai fini fiscali alla corretta contabilizzazione in base agli Ias-Ifrs. Una possibile lettura. Preso atto di ciò sorge spontanea la domanda se tutto sia in linea con le previsioni comunitarie. E i dubbi sul punto sono molti in quanto la previsione dell'obbligo o facoltà di utilizzare gli Ias-Ifrs trova quale fonte normativa primaria nella legislazione europea. Una possibile via d'uscita (che lascia non pochi dubbi) potrebbe essere individuata in quanto segue. Con il digs n. 38/2005, la normativa italiana ha introdotto la facoltà, concessa dalla disciplina comunitaria, di applicare i principi contabili internazionali anche ai bilanci d'esercizio delle società quotate, banche e assicurazioni. Quindi la possibilità di adottare gli Ias nel bilancio d'esercizio non era un obbligo imposto dalla Ue ma una facoltà concessa dal regolamento Ce 1606/2002 mentre lo era nei bilanci consolidati. Ciò può aver indotto il legislatore a ritenere che per gli Ias-Ifrs adottati in forza di una facoltà, sia possibile giustificare un recepimento mediato da un sorta di sigillo di approvazione da parte del ministero della giustizia e di quello dell'economia. Un tale ragionamento è fatto su un filo di lana e non è pertanto da escludere il rischio di una procedura d'infrazione comunitaria. I bilanci ormai chiusi. La norma proroga la disciplina civilistica e fiscale per i principi contabili internazionali adottati con ordinamenti Ue entrati in vigore fino al 31/12/2010 e successivamente al 31/12/2010. Ma con disposizione di carattere transitorio è prevista la possibilità di emanare disposizioni di coordinamento per la determinazione dell'imponibile fiscale relativamente ai principi contabili internazionali adottati con regolamenti Ue entrati in vigore nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2009 e il 31 dicembre 2010 Anche questa previsione lascia molti dubbi. Per esempio con riguardo al fato di interrogarsi su cosa accadrà qualora si dovesse ritenere necessario adeguare un principio contabile approvato nel 2009 e quindi già utilizzato dalle imprese in sede di bilancio di quell'anno. E vero che per il passato l'adeguamento sarà possibile solo con riguardo alle regole fiscali, ma ciò potrebbe voler dire che la fiscalità di quell'anno potrebbe mutare e quindi che anche i numeri del bilancio (almeno con riguardo alle imposte) avrebbero dovuti essere diversi.